Zio Sergio

Quando il traghetto attraccava a Portoferraio, lui era lì, un po’ discosto dalla folla in attesa, in pantaloncini e maglietta a righe, scalpitante per le mille cose da fare.

Cominciavano sempre così, le vacanze elbane dei tanti nipoti sparsi per l’Italia.

Erano vacanze da sogno, in una casa senza eguali, e mare, mare, mare ovunque.

Coccolati dalla cucina di zia Rosanna, divertiti dai sempre nuovi hobby di zio Leo, noi cercavamo di carpire qualcosa dei tanti talenti di zio Sergio.

Lui era marinaio, architetto, pittore, fotografo. Aveva un occhio speciale, uno sguardo purissimo, attento al nuovo senza mai tradire se stesso. Ha realizzato opere magnifiche, e non si è mai curato più di tanto di farlo sapere in giro. La felicità per lui era avere una matita fra le dita, o stendere un colore.

Quando avevo dodici anni, mi ha insegnato le andature a vela e l’uso dell’esposimetro. Non mi ha incoraggiato a diventare fotografo, ma mi ha parlato di Cartier-Bresson e Robert Frank.

E se tanti di noi sono diventati pittori, grafici, illustratori, dietro c’è stato di sicuro il suo esempio.

Estremamente sensibile e con una scorza un po’ ruvida, non era facile ricevere i suoi complimenti. Quando gli ho portato il mio primo libro fotografico, il suo scarno commento è stato: “Un po’ scuro”. Tra noi nipoti ridevamo complici delle sue battute taglienti.

Quest’estate, il giorno dei funerali, sono sceso in spiaggia, e mi sono fermato sotto la casa.

Come sempre, i turisti passavano e, guardandola, restavano letteralmente a bocca aperta.

E, come sempre, io pensavo orgoglioso. “L’ha fatta mio zio Sergio”.

 

 

 

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6 Commenti

  1. Mauro è un bellissimo ricordo, asciutto ma intenso, proprio come era zio Sergio, come sono i suoi quadri e i suoi disegni. E’ bello che tu l’abbia condiviso qui. Però non sono riuscita a trattenere le lacrime. Grazie!

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  2. … invece la mia copertina aveva “troppi colori”, e mi ha aiutato a rifarla.
    Zio Sergio, ci hai lasciato una delle cose più belle che si possono dare: la voglia di trovare la bellezza, il senso del colore, delle linee, del gusto. E’ stato un discorso lunghissimo, senza parole.
    Mi manchi

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  3. grazie Mauro, è bellissimo.
    io zio Sergio avrei voluto conoscerlo di più, l’ho incontrato in un’età dove tra adolescenza fidanzati e poi figli mi è stato difficile cercar”lo”.
    Mi piaceva un sacco, col suo occhio indagatore e le sue frasette taglienti così tanto Ferrari!
    I suoi quadri riempiono la mia sala e i miei occhi.
    Grazie!

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  4. Grazie Mauro, per le belle immagini su zio Sergio e sopratutto per le parole d’affetto che, solo raramente purtroppo, siamo stati capaci di dirgli

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  5. grazie Mauro,
    hai fatto a zio Sergio e a tutti noi un grande regalo.

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  6. Siamo tornati alla Biodola, ospiti di zia Rosanna, dopo un’assenza di tre anni. Che emozione rivedere i luoghi che ci hanno ospitato tante volte ancora permeati da quel granduomo che era Sergio.
    Sei stato capace di farmi commuovere nel leggere le belle frasi che hai scritto e che descrivono con grande effetto tuo zio. Si vede che buon sangue non mente!

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