Lacor Hospital/3

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Siamo solo al secondo giorno al Lacor, ma abbiamo già la nostra routine. Guido si alza presto, va a Messa e poi fa colazione con Fratel Elio. Noi ci alziamo più tardi, Valentina perde qualcosa, poi la ritrova, poi ne perde un’altra, e poi usciamo.

This is only our second day at Lacor but we already have our routine. Guido gets up early, goes to Mass and then has breakfast with brother Elio. We get up later, Valentina loses something, she finds it and then loses something else, and then we go out.

Oggi è stata una giornata di lacrime. Lacrime a fin di bene, ma che sono scorse a fiumi, al reparto di Pediatria.

È suddiviso in tanti stanzoni luminosi, all’ingresso di ognuno dei quali siede un medico, e davanti gli si crea una lunga fila di genitori con bambini da visitare. Non tutti consenzienti, come appare dalle foto.

A day of tears, today. Rivers of tears flowed in the Paediatric ward, even if they are all in a good cause.
The ward is divided into big bright rooms: the doctor sits at the entrance and a queue of mothers forms, with children to be examined. Not all are aware of what’s going on, as you can see from the photo.

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Alcuni bambini vengono visitati a letto, mentre altri aspettano il loro turno, a volte anche da soli. Quello che colpisce è che, nell’apparente disordine,  medici ed infermieri sembrano avere sempre il controllo della situazione, e tutto si svolge nella massima tranquillità (se può essere tranquillo un posto con decine di giovanissimi pazienti).

Some children are examined in their beds, while others await their turn, some are even alone. What is striking is that in this apparent disorder, doctors and nurses seem to have everything under control and all is carried out in absolute tranquillity (if a place with lots of baby patients can be described as tranquil).

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Ve la ricordate “LA carica dei 101”? Quella scena in cui un cane comincia ad abbaiare per la scomparsa dei cuccioli, e tutti i cani di Londra, e poi delle campagne, gli vanno dietro? Ecco, oggi mi è successa una cosa simile; un bambino, vedendomi, si è spaventato, e ha cominciato a piangere disperato. Gli altri della stanza gli sono andati dietro, e poi anche quelli che aspettavano fuori. Non sapevo più che pesci pigliare.

Do you remember the scene in “101 Dalmatians” where a dog begins to bark when the pups disappear, then all the dogs in London, followed by those in the countryside, take up the barking?
Something very similar happened to me today; one little baby took a look at me and burst into tears of desperation. That started off the other babies in the room, followed by those waiting outside. I hadn’t a clue what to do.

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Il mio amico della giornata è stato Ronald. Ronald non credo vincerà mai il concorso di Mister Universo, né penso ci arriverà mai lontanamente vicino, ma in quanto a simpatia non lo batte nessuno.

My buddy of the day was Ronald. He would probably not come anywhere near winning a Mr Universe competition but if we are talking about being adorable, nobody could beat him.

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Ci siamo incontrati diversi volte nella mattinata, io sbuffante di fatica e lui perlopiù in lacrime, ma bastava che gli facessi le “formichine” dietro la nuca, e lui scoppiava a ridere come un pazzo.

A proposito di lacrime, la vera centrale energetica di tutte le lacrime del Lacor Hospital è una piccola stanzetta, sempre in Pediatria, dove due pazientissime infermiere applicano le “farfalline” ai bambini. Che piangono ancora prima di essere toccati, perché piangono gli altri, e loro non vogliono essere da meno.

Our paths crossed a couple of times in the morning, I generally puffing and panting from tiredness and he, for the most part, in tears. I only had to tickle the back of his neck though and he burst into uncontrollable laughter.
On the subject of tears, the real power house of tears in Lacor is a little room in Paediatrics where two very patient nurses apply “butterflies” to the children. They howl even before they are touched because all the others are howling too and they are not going to be left out.

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A un certo punto questa bimba, nel mentre urlava disperata, ha visto il suo sangue in provetta, e si è zittita, affacinata. Poco mancava che sorridesse.

At a certain point, this little girl who was screaming her head off, caught a glimpse of her own blood in the test tube and stopped, fascinated – we even got a hint of a smile.

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Verso l’una la situazione si è stabilizzata, qualche pianto per gli ultimi prelievi, e poi i genitori si sono messi in fila per la consegna dei medicinali.

By one o’clock the situation had quietened down, with only a few cries over the blood tests. Then the parents lined up for the distribution of medicines.

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E qualche bimbo ne ha approfittato per mettersi a gironzolare.

Some of the little patients took the opportunity to wander.

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Dopo pranzo, con Valentina decidiamo di andare a visitare la Wawoto Kacel Cooperative, che produce oggetti di artigianato locale,  distribuiti in Italia anche dalla Fondazione Corti. Valentina vuole andare a conoscere la nuova coordinatrice, Giuseppina D’Amico, ed io ci torno molto volentieri, ché proprio grazie a loro, con i Good Samaritan, sono arrivato in Uganda. Ma questa è un’altra storia, e ve la racconto un’altra volta.

After lunch, Valentina and I decided to visit Wawoto Kacel Cooperative, which produces local artisan products, sold in Italy by the Corti Foundation. Valentina wants to meet the new co-ordinator, Giuseppina D’Amico, and I’m happy to go along as it is thanks to The Good Samaritans that I came to Uganda in the first place. But that is another story which I shall tell you another time.

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Come avrete intuito, le due si sono state subito simpatiche, e ci siamo lasciati con la promessa di reincontrarci nei prossimi giorni. Tornando al Lacor, non ho resistito dal fermarmi per qualche foto al volo.

As you can imagine, the two immediately hit it off and we decided to meet up again in the next few days. On the way back to Lacor, I couldn’t resist stopping to take a few photos.

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Adesso voglio presentarvi Guido, cui accennavo all’inizio del post. Guido Coppadoro, ingegnere elettronico e membro del Board dell’ospedale, è uno dei volontari che tengono insieme questa incredibile realtà.

Now, I would like to introduce you to Guido, whom I mentioned at the beginning of this post. Guido Coppadoro who is an electronic engineer and member of the hospital Board, is one of the volunteers who helps hold this incredible reality together.

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Arrivato al Lacor dietro le insistenze di Mecki Agostoni, un medico suo compagno di avventure in montagna, ha affrontato l’impegno con la massima diligenza. Mentre mi racconta le sue esperienze in ospedale, Guido si mostra particolarmente soddisfatto non tanto dei suoi successi informatici, quanto in quelli di lettura dei bilanci, e quadratura degli stessi. “Con i numeri ci so fare”, sorride sornione. E così, almeno due volte all’anno, scende a dare una mano in ospedale. In questa foto è con Gianfranco, a sinistra, e Fratel Elio, al centro, e di entrambi vi parlerò prossimamente. Qui sono impegnati a discutere di cavi e canalette. È una fortuna che esistano uomini così. Fosse per me, dovremmo ancora inventare la ruota.

It was the insistence of his mountaineering friend, Doctor Mecki Agostoni, that brought Guido to Lacor and he has taken on commitments with great dedication. Guido talks to me about his experience in the hospital where he is particularly proud, not so much of his IT success but of his auditing of the balance sheet. “I’m pretty good with numbers”, he says with that angelic smile of his. So, at least twice a year, he comes to give a hand. Here you can see him with Gianfranco, on the left, and Brother Elio, centre. I’ll be talking to you about both of them shortly. The conversation in the photo involves cables and connection lines. Just as well we have men like them around here; if it depended on me the wheel would still to be invented.

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Per finire, vi mostro questi due bei tipini che giravano nei cortili. Non so dove andassero, ma di sicuro erano pronti per affrontare qualsiasi situazione.

To end, here are two characters who were strolling in the courtyard. I have no idea where they were off to, but they were definitely ready to face any eventuality.

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P. S. Se siete arrivati fino a qui, vuol dire che un po’ il pezzo vi è piaciuto, e allora mi fareste un grande piacere a condividere, e a far condividere, questi post. Il 5 x mille è vicino, e statene certi che tutte le donazioni possibili qui saranno bene accette!

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8 Commenti

  1. Bellissimo articolo che ho letto con tanto piacere. Domani mia nipote parte per il Lacor. Deve preparare la tesi di laurea in medicina. Ecco perché vi conosco, seguo ed ammiro tanto.

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    • E allora la incontreremo in Guest House. Come si chiama?

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      • Annacarla Chiesa, arriva con due studenti di ingegneria e un ingegnere, tutti per fare una tesi al Lacor.
        Arrivano il 7 a metà giornata a Entebbe quindi al Lacor il giorno dopo.
        Ciao Domi

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  2. bella storia Mauro….la piú bella…

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  3. Bellissimo reportage MAURO. Da un senso di serenità ad un luogo che forse tanto sereno non è.

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  4. I tuoi racconti e le splendide foto hanno fatto riaffiorare i ricordi di un paese lontano dove ho passato un anno difficile tra mille difficoltà ma anche soddisfazioni enormi. Ma dalle tue foto vedo che molto è cambiato e sicuramente in meglio: la strada da Karuma a Gulu era senz’altro più suggestiva e fotogenica prima ma quanta polvere ho mangiato nei lunghissimi trasferimenti a Kampala! L’ospedale ora è una meraviglia tutto nuovo e lindo ma i bimbi sono come li ricordo commoventi, capaci di sopportare il dolore spesso senza un lamento e vestiti con abiti strabilianti. Grazie leggerò avidamente il seguito. Salutiami l’Elione.
    Franca
    Ps ero al Lacor nel 2000.

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  5. Bellissima la realtà Lacor e Tu ci fai sentire con tutti Voi. I Bambini sono il Futuro.

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  6. I absolutely loved this post. I love all your posts and your photos but this one was really touching in particular. I’ll definitely share with my friends and with all of Social Promise (the way to support Lacor in the US). Thank you so much!

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