Lacor Hospital/12

Domenica mattina, si va a sentire Messa nella chiesa ancora in costruzione di Brother Elio. Lungo la strada facciamo incontri interessanti, e possiamo vedere da vicino un forno per la cottura dei mattoni.

Sunday, this morning we went to Mass at Brother Elio’s church, which is still under construction. We made some interesting acquaintances along the way and viewed an furnace for making bricks.

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Come avrete capito, Elio quando c’è da lavorare non si tira indietro. Ecco cos’è riuscito a mettere su:

As you will have already understood, when it comes to Elio, there is no stopping him. Look at what he has managed to do here.

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La chiesa è gremita, la funzione molto partecipata.

The church was packed and everyone joined in.

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Tornati a casa, mi predispongo a passare una domenica tranquilla, all’ombra degli alberi del giardino. Questo è il bellissimo fiore del frangipane.

Back home, I got ready to enjoy a lazy day under the trees in the garden. This is the beautiful frangipani flower.

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Sono ancora inconsapevole che la sciagura sta per abbattersi su di me; gli amici della Guest House stanno organizzando una gita alle Aru Falls. Incuranti della mia stanchezza, mi convincono a imbarcarmi sulla Jeep di Elio, e partiamo sotto un sole infuocato. Se posso dirla con le parole del Maestro, “io non ci volevo venire!”

As yet, I had no idea of the catastrophe that was about to overtake me. The crowd at the guest house were busy organizing a trip to Aru Falls. Absolutely indifferent to my tired state, they convinced me to get on board Elio’s jeep and off we went under a scorching sun. If I may say it in the words of that great master of Neapolitan comic theatre, Toto, “I never wanted to come”.

“Sono solo 50 chilometri” mi dicono, omettendo il fatto che sono tutti sterrati. Ci siamo tutti, Valentina ed Annacarla, gli ingegneri, Alva, Roberta e Gianfranco. Elio guida con sicurezza, rallentando a quasi tutti i dossi. Quasi. In un paio di occasioni temo seriamente per le mie otturazioni. Il paesaggio però è bello, e scatto qualche foto in movimento.

They told me it was only fifty kilometres, they didn’t tell me that it was along a dirt track. Everybody came alone, Valentina, Annacarla, the engineers, Alva, Roberta and Gianfranco. Elio drove carefully, slowing down at the bumps… well at most of them! There were a couple of moments in which I was seriously worried about my tooth fillings. The countryside was beautiful, though, and I took some shots as we passed by.

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Ci ero già cascato una volta, tanti anni fa, in Venezuala. Ci avevano convinti a visitare il Salto Angel, la cascata più alta del mondo. Due ore di volo, una di pulman, un pernottamento in amaca in una baracca, poi quattro ore su un’instabile piroga, e quattro ore di cammino in una giungla piena di zanzare. Per arrivare a vedere una pisciatina altissima. “È perché è la stagione secca”, ci disse la guida con l’aria di chi la sa lunga. Dirlo prima no?

Mentre andiamo, rifletto che anche qui siamo in stagione secca, le campagne fumano per gli incendi. Intanto Elio, con il tono di chi la butta lì, dice: “Da queste parti ci sono dei bresciani che stanno costruendo una centrale idroelettrica”. Io che sono al suo fianco non raccolgo, sperando gli passi di mente. Avrei dovuto invece scendere, e tornare a Gulu con l’autostop.

Finalmente arriviamo ad Aru, con le nostre bottigliette di acqua oramai a 60 gradi. Ci accolgono dei ragazzi che si impongono come nostre guide.

I’ve been dragged into something like this before, it was many years ago , in Venezuela. We were persuaded to visit Salto Angel, the highest waterfall in the world. First, there was a two-hour flight, then an hour in a coach, an overnight stay in a shack, hammocks an’ all. To follow, four hours in a shaky canoe and a four hour walk through a mosquito filled jungle. Only to find a tiny pool very high up. “That’s because it’s the dry season” said the guide with a knowing air. A little hint beforehand would have been great!
As we drove, I was thinking that it was dry season here too; the countryside was full of smoke from fires. Then Elio pipes up, in a nonchalant manner: There’s a group of people from Brescia (Northern Italy) around here and they are building a hydroelectric station”. I was sitting beside him and I ignored the comment, hoping he would forget about it. I should have got out there and then and hitched it back to Gulu.
Finally, we arrived at Aru, armed with our bottles of water which were, by then, 60°C. We were met by a group of kids who wanted to act as our guides.

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Ecco le Aru Falls. E ho detto tutto.

Here are the Aru Falls; what more is there to say?

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Ci spingiamo un po’ più avanti, avanzando tra simpatici rovi, in quello che credo sia il fondo di un vulcano ancora acceso, fino ad un piccolo laghetto. Sono così accaldato che sono pronto a tuffarmi, ma Annacarla mi spiega il ciclo riproduttivo di alcune bestiole che popolano queste acque. Entrano nella pelle, si riproducono nel sangue, ed escono poi felici da diversi orifizi. Decido di tenermi il caldo, bagnandomi con l’acqua della bottiglietta, ustionandomi in maniera non grave.

We forged on through very nice brambles in what, I believe, is the base of a still active volcano and found a small lake. I was so hot I wanted to dive in but Annacarla explained the life cycle of some of the little beasts that live in these waters. They get under your skin, reproduce in your blood and then exit happily from various orifices of your body. I decided to stay hot and threw some water, from my bottle over my head, burning myself in the process.


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Finalmente torniamo indietro, e tutto scorre liscio, a parte due o tre mancamenti di Roberta, che viene fatta sdraiare sulle rocce incandescenti, ma si convince che è meglio svenire in piedi che sfrigolare come una fettina di vitello.

Sulla via del ritorno, Elio si ferma ad un bivio. “Vi va di andare a vedere la diga?”

At long last, we headed for home with nothing really noteworthy, except Roberta’s few fainting fits. She was laid down on the scorching rocks until she was convinced that it was better to faint standing up rather than roast like a piece of meat on a grill.
At a certain point, Elio stopped at a fork in the road. “Anyone interested in seeing the dam?”

Comprendo al volo la gravità della situazione, e cerco di spiegarla agli altri. Mi giro e li arringo: “Preferite affrontare altre due ore sotto questo sole, su una strada piena di buche, avvolti in una nuvola di polvere, in una Jeep fatta di soli spigoli, per vedere dei mucchi di terra accatastati a caso, o invece essere in breve tempo sotto una doccia fresca, e poi in giardino con una birretta ghiacciata in una mano ed un libro nell’altra?”

I understood immediately the gravity of the situation and did my best to explain it to the others. I turned round and addressed them all: “Would you prefer to spend another two hours in this sun, on a road that is one big hole, covered in dust, in this bone breaker jeep, just to see a heap of earth flung there any old way or would you rather be under a cool shower, very shortly, then in the garden with a freezing beer in one hand and a book in the other?”

Ora, qualsiasi essere umano avrebbe capito. Ma gli ingegneri non sono esseri umani. Accettano con grida di giubilo la proposta di Elio, che non aspettava altro e sterza con decisione verso la perdizione.

Now let’s face it, any human being would have got the message. But engineers are not human. They were delighted with the idea and Elio, who was only waiting for the go-a-head, swerved decisively and headed towards eternal damnation.

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Dopo un tempo che mi è parso infinito, ovviamente arriviamo presso dei mucchi di terra accatastati a caso, sormontati da piccole casette prefabbricate, ancora vuote. Ci sono tre guardie locali ed un tecnico cinese, che ci guarda stupito. Quando chiediamo della diga, non capiscono. Diciamo “water, water!” per semplificare il discorso, e loro ci indicano un rubinetto da cui esce un flebile filo d’acqua. Sono così disgustato dalla vita che non tiro nemmeno fuori la Canon. Peccato, le foto sarebbero state utili per la causa che voglio intentare agli ingegneri.

After an infinity, obviously, we arrived at a heap of earth flung there any old way, with a few unoccupied prefabricated houses, here and there. There were three local guards and a Chinese technician who looked at us as if we were mad. When we asked them about the dam, they didn’t understand so we resorted to “water, water” and they indicated a tap from which we drew a trickle of water.
I was so disgusted with life that I didn’t even take out my Canon, which was actually a pity because a few pictures would have been useful as evidence in the law suit that I want to take against the engineers.

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1 Commento

  1. Fantastico !!!! E grazie

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