Acqua Fuoco

Sono napoletano, e fotografo, ma non sono un fotografo napoletano.

Non ho mai lavorato a Napoli. Nemmeno foto turistiche. Appena presa coscienza che la fotografia sarebbe stata il mio mestiere, sono partito per Milano. Volevo lavorare nei giornali, e l’editoria era tutta lì.

Napoli è rimasta nell’ombra, un sogno e un incubo, continuo struggimento, ritorni desiderati e fughe precipitose. E’ stata il nutrimento della mia immaginazione, ma ogni volta che ci tornavo, lasciavo a casa la macchina fotografica. Troppo difficile, troppo complessa da interpretare.

E così, quando la Onlus  S.O.S Santobono mi ha proposto di realizzare un lavoro per una raccolta fondi, ho capito che era la volta buona per provarci.

“Napoli non esiste, è una vostra invenzione, di voi che la narrate, cantate, dipingete. Ormai è una città anonima come tutte le altre, è il vostro amore che la tiene in vita. “

Questo mi dice un’amica milanese di ritorno da Napoli, e da questo sono partito per realizzare questo libro.  Al principio credevo di voler capire la città, ma forse ho solo cercato di spiegare il perché dell’amore che le portiamo.

Non è un libro a tema. L’unico desiderio è mostrare quanta bellezza ci sia, bellezza che non riusciamo più a cogliere, vinti dalla consuetudine e dai luoghi comuni.

Non c’è stato un piano di lavoro organico, ma solo un andare in giro camminando per ore, per dare tempo alla città di entrarmi dentro come per osmosi. Senza alcuna pretesa di essere esaustivi, non è una guida, è solo l’idea della città che mi porto dentro.

Alla fine del lavoro ho scoperto che alcune immagini erano complementari, che insieme acquistavano forza, ed ho deciso di fonderle, dando al tutto un ritmo binario, anche nel titolo,

Acqua Fuoco.

Perché l’acqua è ovunque, come ti giri finisci a guardare il mare. E ogni volta ti sorprende, non te l’aspettavi. E perché il fuoco è nella pancia della città, sempre pronta a esplodere, chiusa ai suoi estremi dal Vesuvio e dalla Solfatara.

E perché “acqua fuoco” era uno dei miei giochi preferiti da bambino, cercare qualcosa guidati da una voce sicura. Sperando questa volta di aver trovato la voce giusta che mi accompagni nel racconto della mia città.

 

 

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5 Commenti

  1. Complimenti ……….

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  2. Mauro sono incantata dalle immagini e mi ritrovo perfettamente nelle tue parole. Anch’io sono andata via da Napoli per motivi diversi dai tuoi e la cosa che mi è mancata e mi manca di più è proprio il mare che, come dici tu, ogni volta ti sorprende. E io aggiungerei ogni volta è una conferma, una specie di rassicurazione: il mare c’è, è sempre là, una certezza che nessuno può toglierci.
    Come sai non mi è facile muovermi, ma se riesco la prima cosa che faccio è venire alla mostra. In ogni caso voglio comprare il libro e voglio che tu mi scriva una dedica. Sapere di avere un amico come te mi rende felice.

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  3. Ciao Mauro, eravamo a scuola insieme, anche se tu sicuramente non ti ricordo di me. Vivo all’ estero ormai da 18 anni, ma il sentimento che mi lega a Napoli è intatto. Amore, nostalgia a volte rabbia, a volte vergogna. Condivido a pieno le tue sensazioni, quello che hai scritto e quello che hai detto nel video. Le immagini che hai pubblicato sono bellissime. Non potro’ essere a Napoli per la mostra, ma sicuramente appena rientrata in Italia, la prima cosa che faro’ sarà comprare il libro, per le tue splendide foto e per il nobile scopo per cui sono state fatte. In bocca al lupo!
    Maria Pia

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  4. Complimenti – wish I could have seen it but stuck in London! Enjoy reading your words and looking at your stunning pictures. Makes me long to be in Naples. Caroline BJ

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  5. Grazie ancora per la stupenda serata che ci hai regalato a camponogara (25/1/2013) e spero di rivederti presto e parlare di vini e scatti d’autore ! Un grande abbraccio.
    Erminia

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